E' stato finalmente composto il tavolo tecnico del Governo che deve affrontare e proporre soluzioni contro i rischi derivanti dal consumo di prodotti alimentari crudi e i formaggi a latte crudo, rischi provocati da infezioni legate all’Escherichia Coli Stec ; fra le cause di trasmissione dell’infezione c’è appunto quella alimentare, correlata al consumo di carne cruda o poco cotta, soprattutto di origine bovina, latte crudo non pastorizzato e formaggi prodotti con latte crudo e poco stagionati, vegetali e frutta crudi non lavati.
Il tavolo tecnico porterà a misure che non riguarderanno la sola etichettatura dissuasiva, etichettatura che dovrà indurre i consumatori a non somministrarli ai soggetti vulnerabili (bambini, donne incinte, anziani, pazienti immunodepressi).
Al tavolo siederanno funzionari e tecnici del Ministero della Salute, del Ministero dell’Agricoltura, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli Istituti zooprofilattici sperimentali e di alcune associazioni di categoria, per individuare un’etichettatura davvero efficace.
Per quanto sia prematuro addentrarsi in un’analisi su tale etichetta, c’è da sperare che facciano in modo che anche i porzionati più piccoli rechino in sé l’avviso. E che, questione ancor più importante – di cui nessuno al momento si è degnato di parlare – si faccia la dovuta distinzione tra formaggi freschi (da vietare/sconsigliare, stabilendo una soglia del rischio per i prodotti con meno di 60 giorni) e formaggi stagionati .