martedì 8 giugno 2021

Trofeo San Lucio- CaseoArt edizione 2021 - Premiazioni il 20 Giugno 2021 a Pandino




Ancora pochi giorni per conoscere il vincitore assoluto dell’edizione 2021 del CaseoArt – Trofeo San Lucio, concorso organizzato da Asso Casearia Pandino e diretto da Daniele Bassi, presidente dell’associazione ed ex allievo della scuola.

Diversi Maestri assaggiatori Onaf e alcuni Tecnici caseari esperti hanno già fatto la loro selezione, ma il nome del vincitore del trofeo si conoscerà solo il 20 giugno, in occasione della premiazione nel castello visconteo di Pandino (Cr).

 Intanto, sono stati svelati i nomi dei casari classificati per ognuna delle 24 categorie nelle quali sono stati suddivisi i 204 formaggi in gara, prodotti da oltre 150 tecnici casari.

Link nomination Lista primi classificati per categoria




lunedì 19 aprile 2021

Trofeo San Lucio Pandino CR- posticipato al 22-23 MAGGIO 2021


A seguito nuove disposizioni relative all'organizzazione di eventi in sicurezza, si è deciso di posticipare il concorso al 22-23 Maggio p.v.

sabato 6 marzo 2021

Nuova edizione 2021 Trofeo San Lucio - CaseoArt Premio all'eccellenza lattiero casearia a Pandino CR

Nel 2020  si era necessariamente dovuto rinviare il tradizionale evento Trofeo San Lucio - CaseoArt a seguito delle varie ordinanze contro la diffusione Covid19.

Confidando ora nella possibilità di poterlo svolgere nel 2021, si è deciso di fissare per  Sabato 1 e  Domenica 2 Maggio a Pandino CR   la nuova edizione del  concorso che premia il meglio della produzione lattiero-casearia.


Saranno valutati  tutti i formaggi provenienti da diverse regioni italiane e anche dall'estero, sempre con il sistema di valutazione formato da due giurie qualificate (assaggiatori ONAF e tecnici casari)
oltre ai vari  consumatori che, nel rispetto delle regole di sicurezza sanitaria in vigore , assaggeranno in maniera "anonima"  esprimendo la propria propensione all'acquisto.

Per come iscriversi e maggiori informazioni, visita il seguente indirizzo web  

ISCRIZIONE TROFEO SAN LUCIO 2021


ATTENZIONE:  il termine per potersi  iscrivere al concorso formaggi,

 sarà   il giorno  3 Aprile -->ONLINE





mercoledì 24 febbraio 2021

Proteggere la durata dei prodotti caseari freschi con l'uso di fermenti bioprotettori


Di estrema attualità è il tema dello spreco alimentare , del controllo degli scarti  oltre che di primaria importanza se si desidera combattere la fame nel mondo,  cercando di incrementare la sicurezza alimentare, con maggior profitto economico anche per i trasformatori- commercianti.



Ogni alimento sprecato o scarto generato, ha un significativo impatto ambientale ed economico per la filiera e per il consumatore.

Se pensiamo ad esempio agli effetti della contaminazione fungina sui prodotti caseari freschi  ( es. Primo sale, Robiola, Caprino, Stracchino etc.) tramite una contaminazione da lieviti o muffe,  può portare ad alterazioni visive e sensoriali dello stesso:

- Difetto visivo:  comporta uno scarto  del prodotto sia a livello industriale che  a livello casalingo, con conseguente possibile perdita di fiducia nel consumatore e con  aumento dei  resi al produttore.

- Difetti sensoriali: la presenza di lievi e muffe può causare alterazioni al gusto, aroma e struttura del prodotto. In alcuni casi può verificarsi formazione di gas con rigonfiamento della confezione.




Prevenire con la tecnica di fermentazione tramite colture da bioprotezione.
La fermentazione fin dai tempi più remoti è conosciuta come tecnica per conservare più a lungo gli alimenti.
Le colture bioprotettive sono state sviluppate seguendo i principi tradizionali di biotecnologia con lo scopo di poter utilizzare fermenti lattici naturalmente utilizzati in Caseificio per controllare la crescita di microorganismi indesiderati – riducendo la degradazione degli alimenti e aumentandone la sicurezza.
 
Aziende specializzate ( come Chr Hansen)  hanno utilizzato le proprie conoscenze microbiologiche per selezionare i migliori candidati tra i fermenti lattici generalmente utilizzati in caseificio, colture aventi idonee proprietà in grado di poter competere con le forme inquinanti di lieviti e muffe  presenti nei prodotti caseari freschi ( Primo sale, Robiola, Caprino, Stracchino etc.).

Alcuni  fermenti lattici con attività bioprotettiva (come FreshQ® di Chr Hansen), sono batteri in grado di produrre acidi organici deboli, come acido lattico e acetico durante la fermentazione. 
Entrambi i composti sono ben conosciuti per la loro capacità di ritardare la crescita di contaminanti tra cui lieviti e muffe.
Altri sono in grado di produrre alcuni metaboliti come diacetile, acido fenil-lattico, peptidi  che sono in grado di contrastare e controllare lo sviluppo di contaminanti indesiderati.


Interessante quindi, in modo particolare per i produttori di prodotti caseari freschi attenti alla naturalità, ( senza  dover ricorrere all'uso di conservanti chimici), rispettosi dell’ ambiente e che puntano a combattere gli sprechi alimentari,  è  prendere in considerazione l'uso aggiuntivo di queste particolari colture lattiche da  bioprotezione che consentono di controllare e prevenire lo sviluppo di lieviti e muffe responsabili della degradazione di diverse tipologie formaggi prodotti freschi.



Resto disponibile ad approfondire.

Alla prossima.









mercoledì 30 dicembre 2020

Facile accusare; più impegnativo comprendere!

Epoca  Covid: è boom di fake news sui formaggi!


Dal Parmigiano alla Mozzarella, presi di mira i prodotti italiani

Con l’avvento del lockdown aumenta a dismisura l’attenzione per il food ed i prodotti alimentari e di conseguenza le fake news che interessano i prodotti italiani anche all’estero.

 Secondo un monitoraggio dell’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. in collaborazione con Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, nel periodo marzo-settembre 2020 le fake news circolate sui social sono aumentate del 33% rispetto ai mesi precedenti e colpiscono a 360°.

Sono fatte circolare ad arte per colpire il settore del food italiano e finiscono inevitabilmente nei gruppi whatsapp o nelle discussioni dei vari social come se fossero vere. A questo fine sia Klaus Davi che l’On. Filippo Gallinella hanno dato vita ad un “web monitoring” di queste notizie fake più diffuse. Ad essere particolarmente colpiti sono i vini (+23%), la pasta (+37%), l’olio (+26%), il pane (+18%) ed i dolci (+31%). Anche il formaggio (+33%) è stato investito da questa ondata di notizie pseudo negative. Consultando il web ed oltre 500 post dedicati a temi alimentari, ecco alcune notizie denigratorie tra le più diffuse nei confronti di alcuni dei prodotti caseari più famosi e diffusi del nostro Made in Italy:

  • “le vacche non hanno accesso al pascolo e quindi sono depresse”, notizia relativa al Parmigiano Reggiano. Falso, come dimostrato dall’omonimo Consorzio, non solo viene rispettata la normativa, ma viene garantito alle bovine uno stato di salute ottimale essenziale per la produzione della DOP;
  • in rete ed in particolare sui social,“a fare ingrassare più della pasta sarebbe il Provolone”. Non é scientificamente provato. Ovvio è che le esagerazioni portano come conseguenza un aumento di peso;
  • incredibilmente, circola sui social anche la bufala secondo cui “il Caciocavallo può creare dipendenza come una droga”. Va detto invece che: il Caciocavallo è un cibo ricco di grassi e contiene lattosio, che è uno zucchero. Gli studi in merito sono ancora insufficienti a stabilire con certezza quali siano gli effetti sul cervello. Ma da qui a definirlo droga ce ne passa…;
  • “la Mozzarella di Bufala ha un alto contenuto di colesterolo”. Falso, contrariamente a quanto si possa credere i suoi valori di colesterolo sono molto più bassi dei formaggi francesi e anche italiani, è anzi ricca di proprietà nutritive e di vitamine;
  • della Ricotta Romana, si legge ultimamente che “non facilita il sonno”. Non è vero, anzi, la ricotta contiene tripofano utile a innalzare i livelli di serotonina e melanina nel cervello;
  • c’è anche chi afferma che mangiare Castelmagno “è controindicato per il rischio osteoporosi”. Affermazione infondata: è una fonte privilegiata di calcio, sia per la notevole quantità presente, che per la sua biodisponibilità;
  • “ecco che per l’Asiago si vocifera che “non è genuino come quello dei nostri nonni contenendo ormoni, agrofarmaci e diossine”. Falso. I controlli da parte dei Consorzi sono strettissimi e il formaggio prima di entrare in commercio viene analizzato. Non ci sono dunque contaminanti dannosi per l’uomo;
  • “poiché contiene glutine è sconsigliato mangiare il Caprino Veronese”. Falso, uno studio effettuato dal Dipartimento di Scienze Molecolari Agroalimentari (DISMA) della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano ha indicato la categoria dei formaggi tradizionali come idonea ai celiaci. Tra questi anche il Caprino;
  • “il Pecorino Romano contiene lattosio”. Falso, il Pecorino Romano è un formaggio “naturalmente privo di Lattosio”, conseguenza naturale del tipico processo di ottenimento del Pecorino Romano. Per questa sua peculiarità può essere inserito in modo sicuro nella dieta di persone che soffrono di intolleranza al lattosio essendo lactose free;
  • “mangiare Grana Padano può essere rischioso poiché potrebbe essere contaminato da Covid-19”. Falso, le condizioni biologiche di stagionatura di questa eccellenza, come di ogni altro prodotto stagionato, inattivano ogni virus.

Secondo la ricerca a diffondere di più le notizie sono le donne (65%) rispetto agli uomini (35%). Anche fra i teenager sembrano attecchire visto che circolano sui profili social più “giovani”, in particolare Instagram e Facebook, ma anche sotto forma di video news su TikTok.

Fonte: Ufficio stampa Klaus Davi & Co.


giovedì 24 dicembre 2020

Auguri, Auguri!

Eccoci arrivati al termine di questo anomalo anno 2020.

E' stato ovviamente  un anno particolarmente difficile sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista economico; anche le imprese del settore lattiero caseario si sono trovate in una situazione senza precedenti!

I consumatori hanno necessariamente modificato le proprie abitudini alimentari, pur mantenendo i prodotti caseari al centro dell'interesse  alimentare.

In particolare , secondo un recente sondaggio, sei consumatori su dieci affermano di essere più consapevoli della relazione tra la propria alimentazione e la loro salute immunitaria oltre che del benessere generale. 

I consumatori, anche a causa della situazione sanitaria mondiale, si stanno rendendo conto che il cibo può contribuire ad aumentare le difese immunitarie, e soprattutto gli alimenti contenenti probiotici sono tra quelli più richiesti.

Vedremo quindi quali sviluppi,  nell'anno che verrà...

Nel frattempo, vi ringrazio per l'interesse al blog e vi auguro Buone Feste...sempre con del buon Formaggio!





mercoledì 7 ottobre 2020

Nuove regole per il formaggio Asiago, il Consorzio toglie il lisozima e introduce il caglio vegetale

 



A partire dal prossimo 8 ottobre, il nuovo disciplinare promosso dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago avvia un progetto di valorizzazione del patrimonio di biodiversità della zona d'origine della Dop che comprende le province di Vicenza e Trento e parte di quelle di Padova e Treviso.

Il percorso parte  dall'alimentazione delle bovine, con foraggio proveniente dalla zona geografica della denominazione, ricca di essenze vegetali autoctone.

Modificata anche la tecnologia con l'eliminazione del conservante Lisozima, e il possibile utilizzo  di caglio vegetale per la versione destinata a consumatori che non desiderano la presenza di caglio animale

Per maggiori approfondimenti clicca al seguente link:

https://ilfattoalimentare.it/asiago-formaggio-fresco-consorzio.html

https://www.asiagocheese.it/it/consorzio/il-disciplinare-di-produzione

 Alla prossima.